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Autorizzazione alla produzione, commercializzazione e deposito di additivi alimentari



 Ultimo aggiornamento: 26-03-2018

Stato procedimento: In corso



CODICE UNIVOCO
Codice UnivocoIMP134
TIPOLOGIA
Non definito
LIVELLO DI INTERAZIONE
Non definito
LIVELLO DI INFORMATIZZAZIONE
Non definito
Invia Segnalazione Invia Segnalazione

Cosa è?

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Le imprese interessate ad ottenere l’autorizzazione per la produzione, il commercio ed il deposito di additivi alimentari devono presentare la domanda, completa di tutta la documentazione richiesta, all’Assessorato dell’Igiene, sanità e dell’assistenza sociale.
L’Assessorato esamina la documentazione e dispone un sopralluogo per accertare l’idoneità degli impianti, delle attrezzature e dei locali utilizzati per la produzione, commercializzazione e deposito degli additivi, secondo i parametri fissati dal Ministero della Salute.
In caso di esito positivo della verifica, l’Assessorato concede l'autorizzazione entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.
Se entro tale termine l'impresa non riceve alcuna comunicazione, la domanda si intende respinta.

Nel caso in cui l'impresa abbia già ottenuto un’autorizzazione per la produzione, il commercio ed il deposito di determinati additivi e voglia ottenere l'autorizzazione all’uso di altri tipi di additivi, deve presentare all’Assessorato la richiesta, allegando unicamente una dichiarazione con cui attesta di aver predisposto le attrezzature necessarie per la produzione e l'analisi degli additivi che intende produrre, commercializzare o depositare.

imprese interessate alla produzione, commercializzazione e deposito degli additivi alimentari

le imprese devono disporre di un laboratorio per il controllo analitico delle caratteristiche chimico-fisiche, dei requisiti di purezza, dei metodi di dosaggio negli alimenti, dei casi di impiego e delle dosi massime d'uso degli additivi chimici consentiti nella preparazione e conservazione delle sostanze alimentari.
Nel caso in cui le imprese non dispongano di un proprio laboratorio devono aver firmato una convenzione con un laboratorio di analisi che effettua i suddetti controlli.

Le imprese di produzione, deposito e commercializzazione di additivi alimentari, comprese quelle che effettuano esclusivamente operazioni di confezionamento, devono possedere i seguenti requisiti igienico-sanitari:
- i locali devono essere puliti, sottoposti a manutenzione e tenuti in buone condizioni;
- lo schema, la progettazione, la costruzione e le dimensioni dei locali nei quali si trovano i prodotti alimentari devono:
a) consentire un'adeguata pulizia o disinfezione;
b) essere tali da impedire l'accumulo di sporcizia e il contatto con materiali tossici, la penetrazione di particelle nei prodotti alimentari e, per quanto fattibile, la formazione di condensa o muffa indesiderabile sulle superfici;
c) consentire una corretta prassi igienica, impedendo anche la contaminazione crociata, durante le operazioni, fra prodotti alimentari, apparecchiatura, materiali, acqua, ricambio d'aria o interventi del personale ed escludendo agenti esterni di contaminazione quali insetti e altri animali nocivi;
d) fornire, quando necessario, adeguate condizioni di temperatura per la lavorazione e l'immagazzinamento igienico dei prodotti.

Nelle imprese devono, inoltre, essere disponibili:
- un sufficiente numero di lavabi, adeguatamente collocati e indicati. I lavabi devono disporre di acqua corrente, fredda e calda, dei prodotti necessari per lavarsi le mani e di un sistema igienico di asciugatura. Quando necessario, gli impianti per il lavaggio dei prodotti alimentari devono essere separati dai lavabi;
- un numero sufficiente di gabinetti, che siano collegati ad un buon sistema di scarico e non diano direttamente sui locali di manipolazione degli alimenti.

Nelle imprese deve anche essere assicurata una corretta areazione meccanica o naturale, evitando il flusso meccanico di aria da una zona contaminata verso una zona pulita. I sistemi di areazione devono essere tali da permettere un accesso agevole ai filtri ed alle altre parti che devono essere puliti o sostituiti.

Tutti gli impianti sanitari che si trovano nei locali dove si lavorano gli alimenti devono disporre di un buon sistema di areazione, naturale o meccanico.
Nei locali deve esserci una adeguata illuminazione, naturale o artificiale.
Gli impianti di scarico devono essere adatti allo scopo, nonché progettati e costruiti in modo da evitare il rischio di contaminazione dei prodotti alimentari.
Se necessario, devono essere previste installazioni adeguate adibite a spogliatoio per il personale.

Nei locali in cui i prodotti alimentari sono preparati, lavorati o trasformati (esclusi i locali adibiti a mensa) devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:
a) i pavimenti devono essere mantenuti in buone condizioni, essere facili da pulire e, se necessario, da disinfettare. Ciò richiede l'impiego di materiale resistente, non assorbente, lavabile e non tossico, a meno che gli operatori alimentari non dimostrino all'autorità competente che altri tipi di materiali possano essere impiegati appropriatamente. Se opportuno, la superficie dei pavimenti deve assicurare un sufficiente scorrimento;
b) le pareti devono essere mantenute in buone condizioni ed essere facili da pulire e, se necessario, da disinfettare. Ciò richiede l'impiego di materiale resistente, non assorbente, lavabile e non tossico e una superficie liscia fino ad un'altezza opportuna per le operazioni, a meno che gli operatori alimentari non dimostrino all'autorità competente che altri tipi di materiali possono essere impiegati appropriatamente;
c) i soffitti e le attrezzature sopraelevate devono essere progettati, costruiti e rifiniti in modo da evitare l'accumulo di sporcizia e ridurre la condensa, la formazione di muffe indesiderabili e lo spargimento di particelle;
d) le finestre e le altre aperture devono essere costruite in modo da impedire l'accumulo di sporcizia e quelle che possono essere aperte verso l'esterno devono essere, se necessario, munite di reti antinsetti facilmente amovibili per la pulizia. Qualora l'apertura di finestre provochi contaminazioni di alimenti, queste devono restare chiuse e bloccate durante la produzione;
e) le porte devono avere superfici facilmente pulibili e, se necessario, disinfettabili. A questo scopo, devono essere utilizzate superfici lisce e non assorbenti, a meno che gli operatori alimentari non dimostrino all'autorità competente che altri tipi di materiali utilizzati sono adatti allo scopo;
f) i piani di lavoro (comprese le superfici degli impianti) a contatto con gli alimenti devono essere mantenuti in buone condizioni ed essere facili da pulire e, se necessario, da disinfettare. A questo scopo, devono essere utilizzati materiali lisci, lavabili e in materiale non tossico, a meno che gli operatori alimentari non dimostrino all'autorità competente che altri tipi di materiali utilizzati sono adatti allo scopo.

Se necessario, le imprese devono prevedere opportune disposizioni per la pulizia e la disinfezione degli strumenti di lavoro e degli impianti, i quali devono essere costruiti con materiale resistente alla corrosione, facili da pulire e avere adeguata erogazione di acqua calda e fredda.
Se opportuno, le imprese devono, inoltre, prevedere adeguate disposizioni per le necessarie operazioni di lavaggio degli alimenti. Ogni acquaio o impianto analogo previsto per il lavaggio degli alimenti deve disporre di un'adeguata erogazione di acqua potabile calda o fredda in modo da poter essere mantenuti puliti.

Inoltre, nelle imprese che effettuano esclusivamente operazioni di confezionamento, il materiale, l'apparecchiatura e le attrezzature che vengono a contatto con gli alimenti devono:
a) essere mantenuti puliti;
b) essere progettati e costruiti in materiale tale da rendere minimi, se mantenuti in buono stato e sottoposti a regolare manutenzione, i rischi di contaminazione degli alimenti;
c) ad eccezione dei contenitori e degli imballaggi a perdere, essere progettati e costruiti in materiale tale che, se mantenuti in buono stato e sottoposti a regolare manutenzione, restino sempre assolutamente puliti e, se necessario, sufficientemente disinfettati in funzione degli scopi previsti;
d) essere installati in modo da consentire un'adeguata pulizia dell'area circostante.

domanda in bollo con allegata la seguente documentazione:
- certificato d'iscrizione alla Camera di commercio;
- numero del codice fiscale;
- elenco degli additivi alimentari per i quali si richiede l'autorizzazione;
- planimetria in scala 1:100 con descrizione dei locali ed indicazione della relativa destinazione d'uso;
- relazione sulle caratteristiche tecnico-costruttive, strutturali ed igienico-sanitarie dello stabilimento;
- descrizione delle attrezzature adibite alla produzione ed al controllo analitico delle caratteristiche degli additivi;
- copia autentica dell'autorizzazione, rilasciata dall'azienda sanitaria locale, allo smaltimento o all'allontanamento delle acque reflue oltre che alle emissioni in atmosfera, limitatamente alla produzione;
- nominativo del responsabile dello stabilimento;
- dichiarazione dell'esistenza del laboratorio di analisi o della convenzione con un laboratorio esterno.

marca da bollo da 16 euro

per additivo alimentare si intende qualsiasi sostanza, normalmente non consumata come alimento in quanto tale, aggiunta ai prodotti alimentari per fini tecnologici nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti.

Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale
Servizio sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare
Via Roma, 223 - 09123 Cagliari
Telefono: 070/6065288
Fax: 070/6065280-6065259

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