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Supporto :



SERVITU' MILITARI



 Ultimo aggiornamento: 19-10-2017

Stato procedimento: In corso



CODICE UNIVOCO
Codice UnivocoENT638
TIPOLOGIA
Non definito
LIVELLO DI INTERAZIONE
Non definito
LIVELLO DI INFORMATIZZAZIONE
Non definito
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Cosa è?

Attuazione delle disposizioni del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66. Cura i rapporti tra Regione - Ministero della Difesa - Enti locali - Parti sociali (sindacati e rappresentanti di categoria) e tra i rappresentanti civili e militari del Comitato Misto Paritetico per le servitù militari in Sardegna

Per servitù militare si intende l’insieme delle limitazioni ossia dei divieti che possono essere imposti tanto su beni privati quanto su beni pubblici situati in vicinanza delle installazioni militari e delle opere a queste equiparate.
Le limitazioni hanno una durata di cinque anni e possono consistere:

a) nel divieto di: fare elevazioni di terra o di altro materiale; costruire condotte o canali sopraelevati; impiantare condotte o depositi di gas o liquidi infiammabili; scavare fossi o canali di profondità superiore a 50 cm.; aprire o esercitare cave di qualunque specie; installare macchinari o apparati elettrici e centri trasmittenti; fare le piantagioni e le operazioni campestri che saranno determinate con regolamento;
b) nel divieto di: aprire strade; fabbricare muri o edifici; sopraelevare muri o edifici esistenti; adoperare nelle costruzioni alcuni materiali.

In ogni Regione è presente un Comitato misto paritetico di reciproca consultazione con il compito di esaminare, anche con proposte alternative della regione e dell'autorità militare, i problemi connessi all'armonizzazione tra i piani di assetto territoriale e di sviluppo economico e sociale della regione e delle aree subregionali ed i programmi delle installazioni militari e delle conseguenti limitazioni. Il comitato è, inoltre, consultato semestralmente su tutti i programmi delle esercitazioni a fuoco di reparto o di unità, per la definizione delle località, degli spazi aerei e marittimi regionali, del tempo e delle modalità di svolgimento, nonché sull'impiego dei poligoni della regione.

Il Comitato è formato da cinque rappresentanti del ministero della Difesa, due rappresentanti del ministero dell’economia e delle Finanze e sette rappresentanti della regione.

Ciascun comitato, sentiti gli enti locali e gli altri organismi interessati, definisce le zone idonee alla concentrazione delle esercitazioni di tiro a fuoco nella regione per la costituzione di poligoni, utilizzando prioritariamente, ove possibile, aree demaniali.
Il comitato si riunisce a richiesta del comandante militare territoriale di regione o del comandante in capo di dipartimento militare marittimo o del comandante di regione aerea o del presidente della regione; dalle riunioni viene redatto un verbale che contiene le eventuali proposte dei membri.
Il comandante militare territoriale di regione o il comandante in capo di dipartimento militare marittimo o il comandante di regione aerea, predispone il progetto di imposizione delle limitazioni.
Le zone soggette a limitazioni e le limitazioni stesse sono indicate su mappe catastali da allegare al decreto impositivo, nelle quali devono risultare individuate le singole proprietà assoggettate.
Il decreto, completo delle mappe, è pubblicato nell'ufficio di ciascun comune, nel quale sono situati i fondi assoggettati alle limitazioni.

I proprietari degli immobili assoggettati da servitù militari hanno diritto ad un indennizzo annuo da parte dello Stato. L'indennizzo è corrisposto su domanda degli interessati diretta al sindaco del comune ove esistono i beni soggetti a vincolo. La determinazione dell'indennizzo effettuata all'atto della imposizione vale per cinque anni, salvo le variazioni derivanti dai coefficienti di aggiornamento dei redditi catastali e dalle condizioni di asservimento. Per il pagamento degli indennizzi previsti si provvede mediante aperture di credito disposte a favore dei sindaci dei comuni nel cui territorio insistono le aree ammesse all'indennizzo, secondo le norme sulla contabilità generale dello Stato.

Ai comuni nel cui territorio sono presenti aree appartenenti allo Stato, in uso all'amministrazione militare e destinate a poligoni addestrativi di tiro, e' corrisposto un contributo annuo rapportato al reddito dominicale ed agrario medio delle aree confinanti con quelle su cui insistono i poligoni di tiro, rivalutato secondo i coefficienti stabiliti ai fini dell'imposizione sul reddito.

Alle regioni maggiormente oberate dai vincoli e dalle attivita' militari, comprese la dimostrazione e la sperimentazione di sistemi d'arma, individuate ogni quinquennio con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Ministro della difesa, lo Stato corrisponde un contributo annuo da destinarsi alla realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze militari, compresi particolari tipi di insediamenti, incidono maggiormente sull'uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale. Il contributo e' corrisposto alle singole regioni sulla base della incidenza dei vincoli e delle attività.

Comuni nel cui territorio ricadono servitù militari, Sindacati e Associazioni di categoria

Presidenza
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Servizio Rapporti istituzionali
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